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La Tripartizione, una forma sociale innovativa


La società contemporanea sta diventando sempre più complessa. Ed è sempre più evidente che questa complessità non può essere affrontata con l'attuale pensiero economico-sociale. Esso, sottoposto alla prova finale della globalizzazione, ha messo chiaramente in evidenza i propri limiti...

Mancando una reale comprensione dell'organismo sociale, mancando le necessarie azioni correttive e riequilibratrici, si sono create le condizioni per la nascita di processi e fenomeni abnormi che, al pari di forze elementari della natura, appaiono irrazionali ed incontrollabili. Da qui la crisi attuale, che è innanzitutto una crisi del pensiero economico-sociale.

E' necessario acquisire la consapevolezza delle basi reali su cui far poggiare l'organismo sociale comprendendone innanzitutto la sua natura tripartita.

Ridisegnare i compiti delle tre sfere della vita sociale


La sfera economica

Qual'è il vero compito dell'economia? Come perseguire un autentico sviluppo sostenibile?

Il credo economico neoliberista, con la sua metodica ricerca della massimizzazione dei profitti e il perseguimento di un sempre crescente sviluppo economico, non ha dato origine al promesso innalzamento del livello di benessere di tutte le classi sociali, bensì ne ha acuito le diseguaglianze depauperando al tempo stesso le risorse del pianeta mettendo a rischio la sopravvivenza stessa del genere umano sulla Terra.

Attraverso una ridefinizione del perimetro entro cui l'economia deve agire e attraverso innovativi processi economici, la Tripartizione riconduce tale sfera al suo compito originario - la produzione, la circolazione e il consumo delle merci - realizzando l'ideale della fraternità nel consesso umano.


La sfera politica

La democrazia rappresenta realmente ancora i cittadini? A quali "libertà" abbiamo effettivamente accesso? Le norme del diritto attuali sono adeguate alle sfide che il terzo millennio ci pone?

Nella cultura occidentale la democrazia rappresenta un valore indiscusso ed universale ma "il migliore dei sistemi possibili" palesa una sempre maggiore distanza dalla "democrazia reale", quella vissuta quotidianamente. In cambio di una rappresentanza nominale e astratta, il cittadino sperimenta "libertà" altrettanto nominali e astratte.

Non esiste ambito della vita sociale che non presenti delle deformazioni provocate da indebiti interessi politici (a loro volta condizionati dagli interessi economici). Se lo Stato deve incarnare nell'organismo sociale l'ideale dell'uguaglianza, la sfera politica deve ritrarsi dall'ambito economico e culturale per occuparsi unicamente di regolare i rapporti di diritto tra uomo e uomo.


La sfera culturale

La cultura vive di creatività e quindi di libertà individuale. E' possibile una cultura svincolata dalle ingerenze della politica e dell'economia e che sia al tempo stesso accessibile a tutti?

In tale dominio sociale troviamo le istituzioni culturali, i media, le confessioni religiose, le fondazioni, il mondo della scuola e dell'insegnamento, ma anche gli intellettuali, gli artisti, i filosofi; in generale uomini e istituzioni che si occupano del concepimento e della difesa dei valori della comunità umana. E' necessario rendere libera la scuola dalla dipendenza statale se una autentica ed autonoma vita culturale deve potersi sviluppare. Non per questo la scuola e la cultura in generale diventano meno accessibili: la Tripartizione risolve il modo con cui fornire alla sfera culturale le risorse necessarie per il suo sostentamento.

Un'utopia?

Non si può definire la Tripartizione una utopia o qualcosa di irrealizzabile, poiché la Tripartizione de facto in sostanza è già intorno a noi. Non si tratta di creare qualcosa che non esiste, ma massimamente di orientare nella direzione giusta forze ed impulsi che sono del tutto già operanti. Chiunque volesse disconoscere il valore e la portata dell'emergere della società civile o della comparsa di nuove concezioni economiche come il business sociale, interpreterebbe in modo molto errato i sintomi che si manifestano nel nostro tempo.

Essi infatti non sono il risultato dell'azione di ingenui dilettanti, ma, al contrario, rappresentano le prime manifestazioni degli organismi sociali del terzo millennio.