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E' con particolare piacere che l'Istituto per la Tripartizione pubblica la tesi di laurea di Valeria Mazzari che esplora la realtà di un mondo nascente in grado di infondere "grande speranza e ispirazione" ma ancora troppo poco conosciuto e diffuso in Italia. Un lavoro eccellente, ricco di indicazioni preziose per tutti coloro che attivamente sono all'opera per "per un migliore sostegno dell’ambiente, della società e di tutti i lavoratori".

Il welfare aziendale nelle società benefit e B-corp italiane


Tesi di laurea di Valeria Mazzari

06/2018

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Capita di frequente che tra settembre e ottobre gli studenti universitari debbano definire il proprio piano didattico individuando tutti gli esami da sostenere durante l’anno accademico che sta cominciando. Lo scorso anno è stato il mio ultimo anno di università magistrale e volevo scegliere tutte materie interessanti e “utili”. Come sempre, quando devo prendere qualsiasi tipo di decisione, la scelta tra gli esami è durata settimane. C’era una materia, “cooperazione sanitaria internazionale”, di cui non sapevo nulla e che sembrava del tutto diversa dalle altre materie insegnate nel mio corso di laurea e che, pur non c’entrando nulla con la comunicazione o il marketing (discipline principali del mio indirizzo universitario) mi incuriosiva enormemente.

Alla fine, quel corso tenuto dal professore Fanni Canelles l’ho inserito nel mio piano di studi e si è rivelato essere una vera e propria avventura al contempo stressante, arricchente e indimenticabile. Attraverso le sue lezioni, il professore non si limitava ad insegnarci nuove nozioni e teorie, tutt’altro: lui voleva farci arrabbiare e indignare davanti alle ingiustizie e alle atrocità che accadono quotidianamente attorno a noi perché “per occuparsi di comunicazione bisogna innanzitutto conoscere il mondo sul quale e al quale si comunica”.

Tra documentari, interviste e dibattiti sul cambiamento climatico, sulle guerre per il petrolio, sul terrorismo con le sue dinamiche e sullo sfruttamento incondizionato dei lavoratori da parte delle multinazionali si è arrivati verso la fine del primo trimestre. Trattare questi argomenti è stato sempre interessante ma altrettanto sconfortante. A fine lezione noi alunni ci guardavamo in faccia frustrati perché ci appariva sempre più evidente che i potenti di tutto il mondo fossero, spesso e volentieri, disposti a fare qualsiasi cosa per diventare sempre più ricchi e potenti. Non vedevamo “la luce in fondo al tunnel” e ci sentivamo pressoché impotenti davanti a queste inclementi realtà su cui le lezioni ci aprivano gli occhi.

Ma il corso non era ancora finito. Il professore aveva appositamente lasciato tutta la speranza per la fine, per quando saremmo stati sufficientemente pronti ad accoglierla. Le organizzazioni Teal[1], o orizzontali, ci sono state presentate attraverso una collaborazione con l'Istituto per la Tripartizione sociale come ultimo argomento del corso insieme all’esplorazione di B corp e Società Benefit[2]. Queste realtà imprenditoriali così innovative e sostenibili hanno, effettivamente, infuso grande speranza e ispirazione in tutti noi e ci sono risultate essere una potenziale chiave per far meglio funzionare l’intero ecosistema. Esse sembravano quasi rappresentare proprio quella “luce in fondo al tunnel” che stavamo aspettando.

La aziende con status giuridico di Società Benefit e quelle che hanno ottenuto la certificazione internazionale di B corporation si impegnano quotidianamente a mantenere un impatto positivo verso l’ambiente, la comunità e i lavoratori. Gli stessi obiettivi di beneficio comune si ritrovano anche nelle organizzazioni Teal in cui si ha anche un’attenzione a dir poco straordinaria verso il benessere psico-fisico di ogni lavoratore.

Queste realtà imprenditoriali riescono, insomma, ad unire efficacemente gli obiettivi sociali e ambientali tipici delle organizzazioni non profit ai normali obiettivi economici delle organizzazioni for profit.

Incuriosita e affascinata da questo modello di impresa “benefica”, che fino a qualche mese fa mi era del tutto sconosciuto, ho deciso di dedicargli la mia tesi laurea. Nello specifico, mi sono rivolta all’esplorazione delle pratiche di welfare aziendale adottate da queste imprese prendendo in considerazione sia organizzazioni Benefit con tradizionale struttura gerarchica che con struttura Teal.

Una volta che l’analisi mi ha permesso di constatare l’effettiva attenzione che queste imprese hanno nei confronti del benessere dei propri lavoratori, ho deciso di avviare un’indagine secondaria volta a considerare l’interesse di alcuni loro stakeholders nei confronti del welfare aziendale. La tesi si è, così, rivolta ai potenziali clienti e ai potenziali finanziatori delle imprese Benefit per capire se, e in che misura, la variabile “welfare aziendale” influisse sui loro acquisti e sui loro finanziamenti.

L’elaborato si è concluso, poi, con un’ultima analisi che aveva come obiettivo quello di verificare se le aziende Benefit (Teal e non) comunicassero sui loro siti web e sulle loro pagine social informazioni riguardanti il proprio welfare aziendale.

Posso affermare già qui e con una certa sicurezza che, a volte, i corsi universitari possono farti indignare e arrabbiare al punto da farti cercare ardentemente un’alternativa sostenibile e concreta. Dopo averle osservate in modo più approfondito, penso anche di voler affermare che le organizzazioni Benefit e Teal possano rappresentare perfettamente questo tipo di percorso alternativo che potrebbe risultare necessario per un migliore sostegno dell’ambiente, della società e di tutti i lavoratori.



Valeria Mazzari



Note:

[1] Cfr. http://www.tripartizione.it/articoli/reinventing_organizations_03_2016.html. NdC

[2] Per approfondimenti http://www.tripartizione.it/articoli/rivoluzione_B_corporations_06_2016.html. NdC


Per approfondimenti sul tema: